Clamoroso al Ferraris: un Genoa in versione “Terminator” condanna la capolista Juventus alla prima sconfitta in questo campionato.
Il Napoli batte col brivido un’Udinese ancora poco convincente, mentre l’Inter si impone nel derby della Madonnina contro un Milan appannato.

La Lazio distrugge un Parma poco aggressivo, quasi appagato dalla tranquilla posizione in classifica.

Tremendo tonfo esterno per la Roma di mister Ranieri, battuta per 2-1 da una sanguigna Spal.

Tante le emozioni in coda alla classifica: il Bologna sfodera una grandissima prestazione, battendo fuori casa e in rimonta un Torino confusionario e sprecone, mentre l’Empoli riesce a imporsi nel decisivo scontro salvezza contro il Frosinone.

Un eroico Chievo riesce a strappare un punto a Bergamo, uno dei campi più difficili della Serie A, mentre il Cagliari ha la meglio sulla Fiorentina, dimostrandosi ancora una volta implacabile in casa.

Una Sampdoria in stato di grazia non fa sconti ad un Sassuolo pungente ma totalmente in balia degli avversari: pirotecnico 3-5 e spettacolo garantito.

 

Analisi delle partite

Cagliari – Fiorentina 2-1 (Joao Pedro, Ceppitelli, Chiesa)

Nell’anticipo del venerdì, un Cagliari ispirato supera una Fiorentina troppo altalenante nelle prestazioni quanto nei risultati: Joao Pedro e Ceppitelli sbrigano la pratica nella ripresa, tramortendo gli ospiti con un tremendo uno-due.

La Fiorentina non ci sta, ma la reazione è tardiva: solo Chiesa nel finale riaccende le flebili speranze viola, vanificate da un’attenta prestazione difensiva da parte del Cagliari, che non concede nient’altro fino al fischio finale.

 

Sassuolo – Sampdoria 3-5 (Defrel, Quagliarella, Boga, Linetty, Praet, Duncan, Gabbiadini, Babacar)

Fuochi d’artificio al Mapei Stadium. La Sampdoria torna tra le grandi del nostro campionato, sfoderando una delle migliori prestazioni stagionali e dando vita ad uno dei match più spettacolari dell’anno. Merito anche del Sassuolo che, nonostante una difesa in bambola per tutta la sfida, non rinuncia a giocare e ad attaccare, arrivando a pungere più volte in attacco.

Grande protagonista del match, ancora una volta, Fabio Quagliarella: gol e assist per il capocannoniere sempre più solitario del nostro campionato. Un indemoniato Defrel e un coriaceo Linetty portano a casa lo stesso bottino, segnando e servendo un assist a testa, entrando di diritto nella “top 3” della partita.

Al banchetto partecipano anche un positivo Gabbiadini e un ottimo Praet, mentre in casa Sassuolo si salva solo Boga, autore dell’illusorio 1-2 e sempre pericoloso negli 1 contro 1. Perfino Duncan e Babacar, autori degli altri due gol neroverdi, risultano alla fine insufficienti: il primo perde un’infinità di palloni, regalando di fatto 3 gol agli avversari e trovando il gol su un tiro deviato in modo decisivo da Andersen; il secondo, da subentrato, non dà incisività all’attacco, trovando la rete (splendida ma inutile) solo a giochi ormai conclusi. Vittoria importante per la Sampdoria, Sassuolo in netto calo.

 

Spal – Roma 2-1 (Fares, Perotti (R), Petagna (R))

Tornano gli incubi per la Roma: dopo una prestazione non del tutto convincente nell’ultimo match contro l’Empoli (nonostante la vittoria conquistata), ecco il crollo contro la Spal. Mai in partita i capitolini, apparsi abulici e senza idee. Concreti e guizzanti gli estensi, che si portano in vantaggio con Fares, abile ad insaccare di testa staccando sopra un addormentato Karsdorp. L’ingresso di Zaniolo nella ripresa sembra dare nuova vita agli ospiti.

Il talento giallorosso diventa subito protagonista della sfida, lanciando Dzeko in porta con un ottimo passaggio filtrante: il bosniaco viene atterrato da Cionek e l’arbitro assegna il penalty. Dagli undici metri, Perotti non sbaglia. L’euforia, tuttavia, dura poco, perché la Spal si lancia nuovamente all’attacco, guadagnando a sua volta un calcio di rigore, per fallo di Juan Jesus su Petagna: il centravanti spallino è glaciale dal dischetto, siglando il gol che vale i tre punti.

Dopo un lungo digiuno, la Spal torna a vincere in casa, mentre la Roma fallisce una grandissima occasione per agganciare la zona Champions.

 

Torino - Bologna 2-3 (Pulgar (A), Poli, Pulgar (R), Orsolini, Izzo)

Il Bologna si conferma in un momento d’oro battendo il Torino, rivelazione dell’ultimo periodo: i felsinei vanno subito sotto per lo sfortunato autogol di Pulgar, che devia nella propria porta una conclusione da fuori di Ansaldi, ma trovano il pareggio con Poli, appena subentrato all’infortunato Dzemaili. Lo stesso Pulgar raddoppia poco dopo, trasformando il penalty concesso dall’arbitro grazie al VAR per un clamoroso fallo di mano in area di Meité.

Il gol di Orsolini nella ripresa sembra chiudere i conti, ma Izzo riapre inaspettatamente la partita proprio ad un minuto dal termine: il finale è tiratissimo, ma il Bologna riesce ad amministrare il vantaggio e a conquistare una vittoria sofferta ma meritatissima.

 

Genoa - Juventus 2-0 (Sturaro, Pandev)

Una Juventus stanca, appagata dall’impresa contro l’Atletico e orfana di Ronaldo, tenuto a riposo, si fa sorprendere da un Genoa in grande spolvero, subendo la prima sconfitta stagionale.

Grande prestazione dei padroni di casa, che non concedono nulla in difesa, arrivando a pungere inesorabilmente nel finale, con le reti dell’ex Sturaro e dell’avvelenato Pandev: ispiratissimo in particolare il macedone, autore anche dell’assist al compagno di squadra per il gol dell’1-0.

 

Atalanta - Chievo 1-1 (Meggiorini, Ilicic)

Davide contro Golia. Il Chievo esce indenne dalla proibitiva sfida di Bergamo, trovando un punto che sa di impresa. I clivensi sorprendono i padroni di casa con una prestazione epica, riuscendo a portarsi in vantaggio con una prodezza di Meggiorini: l’attaccante gialloblu, dopo una prima respinta del portiere avversario, tira fuori dal cilindro uno splendido tiro a giro da posizione defilata, spalle alla porta, che si insacca nell’angolo più lontano. L’Atalanta reagisce rabbiosa, ma trova davanti un muro che sembra quello dei tempi d’oro in casa Chievo: solo la classe di Ilicic riesce ad avere la meglio sulla difesa avversaria.

Dopo una serie di assist al bacio puntualmente cestinati dai compagni, lo sloveno si mette in proprio, scambia con Zapata e supera l’intramontabile Sorrentino in uscita. Sembra il prologo dell’ennesima goleada nerazzurra, ma stavolta niente va come previsto: il Chievo non molla un centimetro, lottando su ogni pallone e portando a casa un punto forse poco rilevante per la classifica, ma davvero molto importante per il morale.

 

Lazio - Parma 4-1 (Marusic, Luis Alberto (R), Luis Alberto, Lulic, Sprocati)

Il Parma va a Roma a fare una passeggiata di piacere, limitandosi a scendere in campo nella ripresa dopo una pausa lunga 45 minuti: 4-0 per la Lazio il primo tempo, con il maestro Luis Alberto che traccia la via e le frecce Marusic e Lulic che devono soltanto seguirla.

Nel secondo tempo, la Lazio non infierisce e il Parma prova a fare qualcosa, trovando tuttavia il gol della bandiera solo su un banale errore difensivo avversario. La Lazio torna di prepotenza tra le pretendenti alla zona Champions, mentre il Parma assiste piuttosto svagato, quasi disinteressato.

 

Empoli - Frosinone 2-1 (Caputo (R), Pajac, Valzania)

L’Empoli ritrova mister Andreazzoli e soprattutto ritrova la vittoria, in una sfida fondamentale in chiave salvezza. A sbloccare il delicato match col Frosinone non può essere che lui, il capitano e leader Ciccio Caputo, che realizza con freddezza il rigore dell’1-0. Pajac raddoppia poco dopo, approfittando di un Frosinone ancora tramortito dopo la prima rete subita.

Tutti attendono la reazione ciociara, ma è l’Empoli a fallire clamorosamente una serie di lampanti occasioni da gol. Valzania prova a riaprire il match nella ripresa, ma i padroni di casa amministrano bene il vantaggio e portano a casa tre punti d’oro.

 

Napoli – Udinese 4-2 (Younes, Callejon, Lasagna, Fofana, Milik, Mertens)

Il Napoli affronta le proprie paure e la supera grazie ad uno dei protagonisti più attesi: Dries Mertens. Il folletto belga torna ad essere decisivo, regalando due assist e siglando la rete che chiude il match.

La partita inizia bene per i padroni di casa, che si portano sul 2-0 con l’uno-due firmato Younes-Callejon. La reazione dell’Udinese, tuttavia, non si fa attendere, e in pochi minuti i friulani trovano il 2-1 con Lasagna e l’insperato pareggio con uno scatenato Fofana. Il primo tempo si chiude con i partenopei costretti a sostituire il portiere Ospina, accasciatosi a terra privo di sensi dopo aver ricevuto un colpo alla testa.

Nella ripresa, il Napoli scaccia i fantasmi con Milik e Mertens, mentre l’Udinese si perde come visto tante volte in questa stagione e non riesce più a replicare. Risalgono in classifica gli azzurri, affondano sempre di più i bianconeri, ormai vicinissimi alla zona retrocessione.

 

Milan – Inter 2-3 (Vecino, De Vrij, Bakayoko, Martinez L. (R), Musacchio)

Pronti, via, e Vecino insacca su assist di Lautaro con la difesa del Milan a farfalle. Il gol nei primi minuti condiziona l’andamento del match: con l’inerzia tutta a favore dei nerazzurri, il Milan non riesce a produrre gioco e vive un primo tempo da incubo, surclassato dai cugini. Nella ripresa, l’Inter trova il raddoppio con De Vrij, ma il Milan reagisce subito con un gran colpo di testa di Bakayoko.

A questo punto, la partita cambia: è il Milan ad attaccare alla disperata ricerca del pareggio. Proprio nel momento migliore dei rossoneri, tuttavia, arriva la doccia gelata: calcio di rigore per l’Inter, per fallo di Castillejo su Politano. Dal dischetto, Lautaro non sbaglia. Il 3-1 sembra spegnere ogni speranza per il Milan, ma l’undici di Gattuso non ci sta e riapre il match con Musacchio in mischia.

Nei concitati minuti finali, una grande parata di Handanovic su Castillejo e un miracoloso intervento alla disperata di D’Ambrosio su Cutrone impediscono al Milan di raggiungere il pari e consegnano, di fatto, il derby all’Inter. Sorpasso in classifica e ritorno al terzo posto per l’Inter, pesantissima battuta d’arresto per il Milan.