Pareggio 1-1 tra Inter e Juventus, mentre il Napoli si impone a Frosinone.

Crollo totale del Milan a Torino e aggancio granata ai rossoneri.

Roma e Atalanta si lanciano verso l’ultimo posto disponibile per la Champions. Risale anche la Lazio, dopo il tonfo casalingo col Chievo.

Fondamentale vittoria in zona salvezza per il Bologna nello scontro diretto con l’Empoli.

Pareggi con poche emozioni tra Spal e Genoa e tra Chievo e Parma. Sassuolo corsaro a Firenze.

 

Analisi delle partite

Bologna - Empoli 3-1 (Pajac, Soriano, Orsolini, Sansone N.)

Il primo anticipo della trentaquattresima giornata di Serie A è subito uno scontro diretto: il “match salvezza” tra Bologna ed Empoli. I toscani si portano in vantaggio grazie ad un tiro-cross di Pajac che inganna Skorupski, ma i padroni di casa reagiscono subito con veemenza, lanciandosi in attacco a testa bassa. Solo a inizio ripresa, tuttavia, l’offensiva felsinea produce risultato: Soriano pareggia di rabbia nel boato del Dall’Ara. Nel finale, l’apoteosi rossoblu: Orsolini si inventa una traiettoria da urlo che si insacca imparabilmente alle spalle di un incolpevole Dragowski, portando il Bologna in paradiso. Poco dopo, proprio nell’ultimo minuto di recupero, Sansone chiude definitivamente i conti. Tre punti fondamentali per il Bologna, situazione sempre più disperata in casa Empoli: gli azzurri sono ora costretti a dare il tutto per tutto nelle ultime quattro giornate per provare a restare nella massima serie.

 

Roma – Cagliari 3-0 (Fazio, Pastore, Kolarov)

Tutto facile per la Roma contro un Cagliari probabilmente rimasto con la testa in Sardegna. Fazio sblocca subito il match con un gran colpo di testa, e subito dopo sale in cattedra il protagonista assoluto del match: El Flaco Pastore. Una tardiva partita della svolta per il fantasista argentino, assente praticamente per tutta la stagione a causa dei continui infortuni: il numero 27 giallorosso inventa, scatta, dribbla, assiste i compagni e segna, mostrando giocate di classe sopraffina. È proprio lui a trovare il raddoppio, su assist dell’ottimo Kluivert. Kolarov chiude le ostilità nel finale, siglando l’ottavo gol in stagione: mai nessun difensore straniero era riuscito a segnare tanti gol nel nostro campionato dopo Sinisa Mihajlovic. Roma che si riaffaccia prepotentemente sulla zona Champions, battuta d’arresto per il Cagliari.

 

Inter – Juventus 1-1 (Nainggolan, Cristiano Ronaldo)

Il big match di giornata vede l’Inter dominare per lunghi tratti della gara e la Juventus costretta a difendersi col coltello tra i denti. Nainggolan corona il proprio momento d’oro e l’ottima prestazione della squadra fino a quel momento segnando l’1-0 con un meraviglioso tiro a volo (colpevole Szczesny, apparso piuttosto incerto nella circostanza). La capolista non ci sta, ma fa fatica a reagire, grazie soprattutto al pressing a tutto campo dei nerazzurri. Solo un’altra gran giocata può raddrizzare la partita, e non può che pensarci lui, CR7: il fuoriclasse bianconero sfodera un sinistro dei suoi che pietrifica Handanovic sulla linea di porta e riporta il risultato in parità. 1-1 che accontenta tutti.

 

Frosinone – Napoli 0-2 (Mertens, Younes)

Un Napoli che ormai ha ben poco da chiedere al nostro campionato regola facilmente un Frosinone inesorabilmente avviato verso la Serie B. Mertens sblocca il match con una splendida punizione e Younes, una delle poche note liete dell’ultimo periodo partenopeo, chiude i conti nella ripresa con una bella conclusione dopo uno scambio con Milik.

 

Spal – Genoa 1-1 (Felipe, Lapadula)

Troppa paura di sbagliare e di ricadere nella zona “rossa” della classifica: Spal e Genoa giocano col freno a mano tirato e a ritmi molto bassi. Meglio i padroni di casa nel complesso, bravi a portarsi in vantaggio con Felipe su azione da calcio d’angolo e a tenere duro in difesa contro gli assalti rossoblu. Solo i cambi salvano il Genoa: è infatti il neo-entrato Lapadula a siglare il pari, disegnando un lob maligno in caduta che diventa imparabile per Viviano. Punto prezioso per entrambe le squadre.

 

Chievo – Parma 1-1 (Kucka, Meggiorini)

Pareggio quasi annunciato tra un Chievo spensierato che lascia molto spazio a giovani volitivi e vogliosi di mettersi in mostra e un Parma che fa la conta degli infortunati ogni settimana: nessuna delle due compagini ha più obiettivi concreti per questa stagione, e sul campo si vede. Apre le danze Kucka, una delle sorprese del mercato invernale gialloblu, con un bel colpo di testa su assist di Scozzarella. Il Chievo non ci sta e reagisce, ma in una selva di ragazzini a trovare il pari è il veterano Meggiorini, che chiude il punteggio sull’1-1 finale.

 

Sampdoria – Lazio 1-2 (Caicedo, Caicedo, Quagliarella)

Colpaccio della Lazio a Genova, con i biancocelesti che risorgono dopo il clamoroso ko interno contro un Chievo già retrocesso. “Man of the match” l’ecuadoriano Caicedo, autore della prima doppietta personale in Serie A, che tramortisce i padroni di casa con un tremendo uno-due già nei primi venti minuti di gioco. L’ingenua espulsione di Ramirez a fine primo tempo sembra compromettere definitivamente la partita della Sampdoria, ma i blucerchiati sono storicamente duri a morire e nella ripresa rientrano sul terreno di gioco con un piglio totalmente diverso, ottimamente disposti in campo da mister Giampaolo, nonostante l’uomo in meno. Il secondo tempo è una battaglia senza esclusione di colpi, con continui assalti e capovolgimenti di fronte: Quagliarella sigla il ventitreesimo gol stagionale (sempre più capocannoniere della Serie A), approfittando di una dormita della retroguardia laziale, e la Samp va più volte vicina alla rete del clamoroso pareggio. Dal canto suo, la Lazio quasi sparisce dal campo, tentando di gestire il risultato e di ripartire in contropiede. Nonostante le numerose occasioni da gol, non riesce l’impresa ai padroni di casa: la Lazio risale prepotentemente tra le sfidanti per l’ultimo treno per l’Europa che conta.

 

Torino – Milan 2-0 (Belotti (R), Berenguer)

Si è spenta la luce in casa Milan: una squadra irriconoscibile, senza gioco né anima, che dovrebbe cercare di unire gli sforzi per centrare l’unico obiettivo stagionale rimasto (il quarto posto con annessa qualificazione in Champions) e che invece sembra una squadra di metà classifica, senza più motivazioni, che attende mestamente la fine del campionato. Il Torino è l’esatto opposto: lucido, brillante, determinato, concreto. Il Milan resiste un tempo, prima di precipitare sotto i colpi del Gallo Belotti su calcio di rigore e di Berenguer, uno dei migliori in campo per quantità e qualità. Difficile trovare difetti nella prestazione del Toro. Perfetto in difesa, roccioso a centrocampo, pungente in attacco, imprendibile sulle fasce: l’undici di Mazzarri aggancia proprio i rossoneri in classifica e si candida come outsider per la serratissima lotta per l’Europa.

 

Atalanta – Udinese 2-0 (De Roon (R), Pasalic)

Orfana di Ilicic per un problema agli adduttori, l’Atalanta sembra rivedere davanti a sé il fantasma di Dragowski, il portiere dell’Empoli capace di alzare il muro contro ogni assalto nerazzurro qualche settimana fa: Juan Musso, numero uno friulano, emula infatti il collega empolese per quasi tutto il match, opponendosi strenuamente a tutti i tentativi dei padroni di casa. A tradire gli ospiti proprio nel finale è Sandro, che abbatte Masiello in area: l’arbitro non ha dubbi e assegna il calcio di rigore, che De Roon trasforma freddamente. L’Udinese si smonta proprio sul più bello e Pasalic raddoppia poco dopo, portando i bergamaschi al quarto posto solitario.

 

Fiorentina – Sassuolo 0-1 (Berardi)

Continua il momento no della Fiorentina: il cambio di allenatore non sembra aver giovato ai viola, che incappano in un pesante ko casalingo. Il Sassuolo è più fresco e vivace e approccia la gara in modo ottimale, portandosi in vantaggio grazie ad un rinato Berardi e andando più volte vicino al raddoppio. La Fiorentina cerca disperatamente il pari, ma fallisce un penalty con Veretout, ipnotizzato da uno strepitoso Consigli, e finisce con l’affidarsi esclusivamente agli strappi del commovente Chiesa, sempre l’ultimo a mollare. Le energie, tuttavia, finiscono presto, e gli ospiti gestiscono agevolmente il risultato fino al fischio finale.