Eliminato anche il Napoli. L’Italia rimane senza rappresentanti nelle semifinali delle maggiori coppe europee ancora in corso. Vediamo in dettaglio le partite che hanno portato a questa deludente eliminazione.

 

Arsenal – Napoli: 2-0

Foto: Disappunto di Insigne

 

Partita chiusa in 25’

Si aspettava un Arsenal dalla partenza sprint, pressing alto e ripartenze velocissime. Ma il Napoli non è attento, si difende in maniera disordinato ed esce dalla propria area e dalla propria metà campo con grandissima difficoltà. Tantissimi i palloni persi e potenziali azioni regalate ai padroni di casa. Saranno alla fine anche tanti gli errori dei Gunners e le palle recuperate dai centrocampisti partenopei, ma nel computo gli errori sono stati molti di più e alcuni decisivi.

Ancelotti lascia fuori Milik per puntare sul duo mobile Mertens-Insigne con l’idea di dare profondità alle giocate e superare in velocità gli alti e statici difensori inglesi.

Dopo alcuni prodigiosi salvataggi di Koulibaly proprio da errori in ripartenza nascono i due gol dell’Arsenal:

  • 14’. Mario Rui sbaglia un passaggio che sbatte su Ramsey che avvia rapidissimo l’azione: Lacazette vede un buco a destra e attacca lo spazio, il filtrante per Maitland-Niles passa sotto le gambe di Koulibaly costretto ad uscire per tamponare l’avanzata inglese, tocco al centro per Ramsey che sigla l’1-0. Azione fulminea.
  • 25’. Fabian Ruiz macchinoso non riesce a liberarsi del pallone. Arriva Torreira che in velocità avanza e lascia partire un tiro dal limite: sfortunata deviazione di Koulibaly e 2-0. Dedica dell’ex calciatore doriano ad un amico scomparso: nella maglietta che mostra si vede lui all’epoca della Samp.

La reazione degli azzurri tra i due gol non si è vista. La squadra di Ancelotti è sembrata giocare con il freno a mano tirato e con la paura di sbagliare. Come temesse ad ogni momento una veloce ripartenza o qualcosa di inaspettato. Dopo il doppio svantaggio si agita con decisione Ancelotti per svegliare i propri giocatori. Il possesso palla diventa più ordinato e qualche verticalizzazione precisa c’è.

Disappunto di Insigne quando a fine primo tempo un preciso cross di Callejon, ottimamente fuggito verso il fondo, lo trova solo in aria avversaria a pochi metri da Cech: pallone alto. Forse questo gol avrebbe cambiato le sorti del match.

Sembra svegliarsi il Napoli nella ripresa e la partita si fa più bella e avvincente. Ma anche Zielinski, ottimamente servito da Insigne ben imbeccato da Callejon, probabilmente il più lucido dei partenopei, spara alto.

Gli inglese sono sempre più pericolosi e solo due prodigiosi interventi di Meret evitano il clamoroso 3-0.

 

 

 

Napoli – Arsenal: 0-1

Foto: Lacazette chiude i conti

 

Al Napoli serve un’impresa per recuperare lo svantaggio dell’andata. Questa volta c’è ritmo e ci sono giocate. Ancelotti sceglie la difesa a 4 con Ghoulam sulla corsia sinistra ed evita il tridente inserendo Milik al fianco di Insigne puntando sulla staticità della difesa inglese che nelle trasferte dei turni precedenti ha sempre balbettato e subito gol.

Arsenal con la stessa formazione dell’andata, con solo Ozil sostituito da Xhaka.

Il Napoli ci prova ma non riesce a pungere. Costruisce alcune occasioni:

  • 17’. Callejon tira su Cech un ottimo pallone servito da Koulibaly che ottimamente recupera palla ed esce dalla difesa;
  • 23’. Insigne, che sembra in palla, lancia ottimamente Milik che alle spalle dei difensori trova il gol, annullato però per fuori gioco;
  • 28’. Zielinski trova Milik da solo in area, ma il suo colpo di testa è fuori di molto.

L’Arsenal gioca seppur mettendo molte più energie nel reparto difensivo. Ma ogni volta che esce palla al piede i tifosi vanno in apprensione. Alcuni interventi di Meret rassicurano il San Paolo, ma al 35’ è proprio lui a sistemare la barriera sulla punizione di Lacazette, poi però parte subito sulla destra, e quel passo lo fa restare di sasso quando il pallone supera la barriera e si conficca alla sua sinistra, nemmeno angolato.

Il Napoli ci riprova ma è sfiduciato e la più bella occasione capita sui piedi di Aubameyang su cross di Lacazette, prodigioso intervento di Meret sul tiro a botta sicura. Un tempo di reazione di 0.22s.

Insigne sostituito tra i fischi con polemiche e delusione che sul suo volto si dipingono.

Insulti per De Laurentiis dagli spalti. Il pubblico lascia lo stadio ben prima del fischio finale.

Ancelotti chiude la stagione senza obiettivi su cui concorrere. Non riesce a vincere uno dei pochi Trofei che da allenatore ancora gli manca (naturalmente per le numerose partecipazioni alla prestigiosa Champions).

Somme e bilanci hanno bisogno di un’altra stagione. Tra il rumoreggiare del pubblico, deluso da una parte di stagione finale senza verve ed entusiasmo. Forse si può impostare la preparazione in modo diverso, quest’anno che non ci saranno competizioni nazionali estive di rilievo?