La nostra rubrica settimanale Match Point, in occasione della 25a giornata di Serie A, sarà dedicata ad un doveroso approfondimento sulla tecnologia VAR che nelle ultime giornate sta facendo parlare sempre più di se. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

 

Regolamento.

In quest'analisi regolamentale dell'utilizzo della tecnologia VAR dobbiamo partire dal presupposto che, secondo la filosofia che sta alla base della sua genesi, vanno corretti soltanto gli errori chiari. La domanda non deve dunque essere se la decisione dell’arbitro era giusta ma se era chiaramente sbagliata.

 

Foto: il supervisore del progetto VAR Roberto Rosetti

 

Stante questo punto di vista i casi in cui può intervenire il VAR per correggere errori evidenti dell'arbitro sono solamente quattro: rigori, gol viziati da irregolarità, espulsioni dirette e scambi di persone sui cartellini. Quindi, quello che dovrebbe essere chiaro a tutti, addetti e tifosi, è che l'arbitro, durante la partita, deve dimenticarsi completamente del VAR ed interpellarlo solo laddove una revisione si rendesse necessaria. Inoltre è utile ricordare che solo l’arbitro può iniziare una revisione, mentre il VAR può soltanto suggerirla. La decisione finale spetta sempre e solo all’arbitro.
Inutile ricordare che calciatori e staff non possono richiedere la revisione né condizionarla, pena l’ammonizione o l’allontanamento dal terreno di gioco.
Inoltre è bene ricordare che non è necessario, tranne casi rarissimi, che sia l’arbitro a richiamare il VAR: il VAR controlla tutto e richiama l’arbitro se necessario.

 

Foto: arbitro alle prese con una revisione

 

Oltre alle regole base sopraelencate, ci sono anche delle pillole conoscendo le quali non si resta sorpresi così spesso sulle dinamiche legate alle revisioni del VAR:
se il gioco è fermo la revisione va fatta prima che riprenda, altrimenti non si potrà tornare indietro, mentre se il gioco è in corso va interrotto in fase "neutra";
una volta iniziata la revisione vanno prese tutte le decisioni necessarie (se ad esempio una revisione di un rigore svela una simulazione scatta il giallo per il colpevole);
in caso di rigori, gol ed espulsioni per chiara occasione da gol la revisione deve riguardare tutta l’ultima fase di attacco (se ad esempio l’attaccante si procura un rigore dopo aver commesso fallo di mano viene punito quest’ultimo);
se sull’esecuzione di un rigore un calciatore/portiere commette un’infrazione evidente e poi partecipa allo sviluppo del rigore stesso il VAR deve intervenire;
le riprese di gioco non possono essere oggetto di revisione: un gol segnato su calcio di punizione inesistente non può essere corretto.
Un po' di nomenclatura: il VAR è l’arbitro che è in cabina, l’AVAR l’assistente del VAR, la VAR è "la video assistenza arbitrale", cioè la tecnologia.

 

Casi VAR in stagione.

Nei casi che ci apprestiamo a ricordare la VAR non è stata usata oppure è stata usata male.


Roma-Inter.

D’Ambrosio sgambetta Zaniolo in area di rigore: Rocchi è coperto, al VAR Fabbri non segnala nulla. Manca un rigore alla squadra giallorossa.

 

Foto: il fallo di D'Ambrosio su Zaniolo

 

Milan-Parma.

Rigore dato dopo revisione VAR per un mani involontario di Bastoni, colto di sorpresa dal movimento di Cutrone e con il braccio in posizione congrua.

 

Foto: il fallo di mano di Bastoni

 

Atalanta-Inter.

L’arbitro Maresca assegna un rigore per un fallo di mano di Mancini che era involontario: il tiro di Politano arriva da distanza ravvicinatissima.

 

Foto: il fallo di mano incriminato

 

Chievo-Bologna.

Brutto errore di Orsato: assegna un rigore al Chievo per un fallo di mano di Calabresi che in realtà è parallelo al corpo, il VAR Manganiello non interviene.

 

Foto: il “presunto” fallo da rigore di Calabresi

 

Torino-Frosinone.

Il gol del Frosinone viene viziato da un fallo di Chibsah ai danni di Sirigu: arbitro (Pezzuto) e VAR (Giacomelli) non se ne accorgono, ricontrollando l'episodio per molto tempo pensando solo all’offside.

 

Foto: il fallo non visto su Sirigu

 

 

Topica.

Domenica scorsa nel lunch match di Ferrara è andata in scena una interpretazione del VAR che sa di paradossale. Spal-Fiorentina è stata evidentemente decisa dal VAR, non tanto per la decisione in sé, ma per i tempi e le conseguenti ricadute psicologiche sui giocatori estensi. Ripercorriamo dapprima l'accaduto. Al 78' di Spal-Fiorentina Chiesa cade in area dopo un contatto con Felipe ma Pairetto lascia correre e, sul ribaltamento di fronte, la Spal passa in vantaggio con Valoti. Tuttavia, la Viola protesta e l'arbitro consulta il VAR: niente 2-1 della Spal, è calcio di rigore per la Fiorentina. Da 2-1 a 1-2 in pochi minuti.

 

Foto: collage della situazione incriminata

Senza commenti lasciamo la parola al direttore sportivo Giulio Din: ”Il problema della decisione di Pairetto non è il tempo trascorso, bensì l’interpretazione sbagliata del regolamento. Il tifoso pensa che il VAR debba segnalare il fallo non sanzionato ed effettivamente è stato fatto. Il problema è che la tecnologia deve e può intervenire solo in presenza di chiaro ed evidente errore e nel caso di Ferrara non c’è questa possibilità. Le direttive sono chiare e parlano di un intervento solo in caso di sviste gravi. Felipe arriva in ritardo su Chiesa, senza dubbio, ma l’attaccante viola aveva già ceduto il pallone. Bisogna rompere il meccanismo perverso secondo il quale il VAR ha più potere dell’arbitro in campo.”

 



Augurio.

Sicuramente è indubbio che la tecnologia VAR sia finora stata utile per diminuire gli errori arbitrali. Allo stesso tempo alcuni errori di interpretazione e di valutazione sembrano talmente gravi da farci soffermare a riflettere sull'effettiva utilità di tale sistema. La nostra opinione è che sia sicuramente utile a migliorare la correttezza del gioco ed a diminuire soprattutto i continui sospetti di “brogli”, ma certamente bisogna migliorare nelle tempistiche e probabilmente nella tecnologia stessa. Sarebbe utilissimo prendere esempio da altri sport in cui la moviola in campo esiste, con buona pace di tutti, da molti anni con risultati eccellenti.

 

Foto: VAR

 

E l'augurio non può essere che questo, dopo il debutto della VAR al mondiale del 2018, alla fase finale della Champions League 2019 ed alla finale di Europa League 2019. La strada è lunga, ma con impegno e pazienza da parte di tutti, si può arrivare veramente lontano.