L’articolo relativo alla 36a ed alla 37a giornata della nostra rubrica settimanale Match Point sarà dedicato ad un'analisi degli stadi della Serie A di quest'anno. Ci focalizzeremo in particolare sulla descrizione degli stadi di proprietà, analizzandone la storia ed i pregi. Chiuderemo con un confronto con le altre realtà europee.

 


Gli stadi di proprietà.

Attualmente, nel nostro paese, sono soltanto cinque gli stadi di proprietà. C'è da dire che diversi club italiani, di recente, hanno iniziato le pratiche per costruire il loro impianto, anche se il processo, da noi, è solo all'inizio.

 

L'Allianz Stadium di Torino (Juventus).

Inaugurato l'8 settembre del 2011 con l'amichevole tra Juventus e Notts County e conosciuto come Juventus Stadium fino al luglio 2017, dalla sua apertura i bianconeri hanno conquistato otto Scudetti consecutivi, venendo sconfitti in pochissime occasioni (la prima volta contro l'Inter il 3 novembre 2012).

All'interno dello 'Stadium' sono collocati il centro medico J-Medical e il J-Museum, il museo multimediale interamente dedicato alla Juventus. Aperto al pubblico nel maggio del 2012, è diviso in ben quattordici stanze in due piani e interamente visitabile attraverso il tour organizzato dalla società. All'altezza del secondo anello sorge invece il "Cammino delle stelle", la 'Walking of Fame': cinquanta campioni che hanno vestito la maglia bianconera.

Il campo, inoltre, è riscaldato da un impianto formato da ventisette chilometri di tubi posizionati sotto il terreno.

 

Foto: l'Allianz Stadium di Torino


Curiosità: il primo gol segnato allo Stadium venne realizzato da Luca Toni, al 54' della già citata amichevole contro il Notts Country. La prima rete ufficiale è stata invece quella di Stephan Lichtsteiner, in Juventus-Parma 4-1, nella seconda giornata del campionato 2011-12.

 

Lo Stadio Friuli di Udine (Udinese).

Inaugurato nel 1976 ma privo di un nome ufficiale nei suoi primi due anni di vita, nel 2013 il patron dell'Udinese Giampaolo Pozzo ne ha acquistato la superficie dal Comune di Udine fino al 2112. Dopo varie ristrutturazioni, è stato quasi interamente smantellato, ricostruito e riaperto il 17 gennaio 2016. Dallo stesso anno, ha assunto la denominazione di Dacia Arena nelle gare casalinghe dell'Udinese.

Oggi lo stadio appare privo di barriere tra campo e spalti. Si sviluppa su tre livelli: al piano terra si trovano il fitness center, i negozi sportivi e l'area dedicata alle famiglie, al primo piano è stato inaugurato nel 2016 il Museo dello Sport Friulano, mentre al secondo ci sono gli uffici di rappresentanza. La sicurezza è affidata a un impianto di 250 telecamere a circuito chiuso.

 

Foto: Lo Stadio Friuli di Udine

 

Curiosità: l'inaugurazione avvenne dieci giorni dopo il sisma del 1976. Durante la prima partita (Udinese-Seregno, 26 settembre) si verificò una scossa di assestamento che fece tremare l'arco di copertura della tribuna, ma che, fortunatamente, non provocò vittime.

 

Il Mapei Stadium - Città del Tricolore di Reggio Emilia (Sassuolo).

L'allora stadio Giglio è stato il primo impianto di proprietà di un club calcistico italiano (la Reggiana). Costruito in appena otto mesi nel 1994, l'edificio presentava delle vere e proprie innovazioni, come tornelli (tolti subito dopo perché reputati pericolosi), telecamere e panchine riscaldate. Purtroppo, però, la Reggiana retrocedette in Serie B dopo appena due stagioni senza riuscire a godere dei proventi del centro commerciale, che fu aperto molto più tardi.

 

Foto: Il Mapei Stadium

 

Con il fallimento della Reggiana, la proprietà dello stadio è passata prima al Comune di Reggio Emilia, poi al Sassuolo, che ha acquistato l'impianto per 3,75 milioni. L'azienda Mapei ha avviato un importante progetto di ammodernamento comprendente il manto in erba sintetica, le panchine, gli spogliatoi e l'inserimento di led pubblicitari.

La prima grande ristrutturazione fu quella tra il 2010 e il 2012. Al termine dei lavori fu cambiata la denominazione in Città del Tricolore, nome che appare ancora oggi nonostante la sponsorizzazione Mapei.

Curiosità: è stato il primo stadio italiano a sperimentare la tecnologia di porta, in occasione del Trofeo Tim del 12 agosto 2015. L'anno dopo ha ospitato la finale di UEFA Women's Champions League tra Wolfsburg e Lione.

 

Il Benito Stirpe di Frosinone (Frosinone).

Ha del clamoroso la storia di quest'impianto, ultimato dopo più di quarant'anni dall'inizio dei lavori. Edificato negli anni '80, è rimasto opera incompiuta fino agli ultimi lavori del biennio 2015-17 che ne hanno finalmente permesso l'apertura e lo svolgimento della prima gara ufficiale (Frosinone-Cremonese del 2 ottobre 2017).

Lo stadio è stato concepito per essere operativo tutta la settimana, non solo in occasione delle partite casalinghe della società ciociara. All'interno, infatti, sono presenti uffici, aree di incontro, servizi di ristorazione, una palestra e il museo del club. Di recente, il Benito Stirpe è stato inserito nella classifica dei ventisette stadi più belli tra quelli inaugurati nel 2017, stilata dal sito StadiumDB.

 

Foto: Il Benito Stirpe di Frosinone

 

Curiosità: all'inaugurazione dello stadio era presente l'allora presidente FIGC Carlo Tavecchio, che durante la cerimonia si lasciò scappare la frase: "Il Frosinone tornerà presto in Serie A, sono convinto che i risultati vadano a braccetto con le strutture". Così sarà al termine della stagione!

 

L'Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo (Atalanta).

Costruito nel 1927 e ristrutturato per l'ultima volta nel 2015 a spese dell'Atalanta, è stato acquistato dalla stessa società nerazzurra per 8,6 milioni nel maggio del 2017, diventando il quinto stadio italiano di proprietà di un club in Italia. Al termine del campionato 2018-19 subirà un ulteriore restyling grazie al quale aumenterà la capienza (da 21.300 a 24.000 spettatori), saranno coperti i quattro settori e verrà costruito un parcheggio interrato. Le curve, inoltre, saranno sostituite da due tribune all'inglese.

Al contrario di quanto avviene adesso, l'AlbinoLeffe non potrà usufruire dell'impianto. Nel nuovo Atleti Azzurri d'Italia giocheranno infatti la prima squadra e la Primavera dell'Atalanta.

 

Foto: l'Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo

 

Curiosità: l'inaugurazione dello stadio avvenne il 23 dicembre 1928, in occasione della gara tra Atalanta e Dominante. La prima partita, Atalanta-Triestina, venne invece disputata due mesi prima, il 1 novembre.

 

 


Il confronto con l'europa.

Al tempo delle Notti Magiche di Italia '90, i nostri stadi facevano da cornice perfetta allo spettacolo offerto dai campioni di allora. Tra lavori di ristrutturazione e nuove costruzioni, gli impianti italiani erano infatti tra i più avanzati del Continente. Oggi, purtroppo, la situazione è ben diversa: negli ultimi ventotto anni non è stato fatto praticamente nulla, e quello che di buono c'era prima, ora è diventato obsoleto, basti pensare ai “casi” San Paolo e Olimpico.

L'esatto contrario di ciò che accade in Inghilterra e in Germania. Gli impianti oltremanica vengono riconosciuti universalmente come i più belli e i più redditizi: lo stadio di Wembley, l'Old Trafford, Anfield e il St. James' Park sono considerati dei templi, l'Emirates lo diventerà tra qualche anno, essendo stato costruito più tardi, precisamente tra il 2004 e il 2006.

 

Foto: Anfield Road

 

In Germania, invece, l'edificazione di impianti di ultima generazione ha portato a un vero e proprio boom di spettatori, con una media di quasi 45.000 persone a partita, di molto superiore a quella italiana, ferma a 23.500. Le nazioni citate sono anche quelle che possono contare più stadi di proprietà dei club: ventisei su trentotto, secondo uno studio fatto nel 2016 che considerava esclusivamente le massime serie dei due paesi, ovvero Premier League e Bundesliga.

Per raggiungere questi livelli ci sarà da compiere un durissimo e lunghissimo lavoro: ce la si potrà senz'altro fare, intoppi burocratici permettendo!