L’articolo relativo alla 27a giornata della nostra rubrica settimanale Match Point sarà dedicato ad un particolare record della Serie A.

Ispirati dal dilagare del vantaggio accumulato dalla Juventus sulla più diretta inseguitrice, il Napoli, secondo a meno sedici, abbiamo deciso di ripercorrere insieme alcune statistiche relative a stagioni eccezionali che hanno scritto la storia della Serie A.

Senza alcuna pretesa di esaustività ci ripromettiamo di affrontare nei prossimi numeri della rubrica ulteriori record ancora da battere.

 

 

Distacco sulle seconde classificate.

 

Tema quanto più attuale non potrebbe: ripercorriamo insieme alcuni dei campionati “meno avvincenti”, cioè quelli chiusi con maggior distacco dalla seconda da parte della compagine tricolore.

 

1947-1948.

Con il ripescaggio della Triestina, dovuto a motivi patriottici, prese il via quello che rimane ancora oggi il campionato più lungo e affollato della storia: ventuno squadre al via (unico caso, nella storia della moderna Serie A a girone unico, con un numero di squadre partecipanti dispari), con quaranta gare da giocare e due turni di riposo a testa. Il torneo iniziò il 14 settembre 1947 e si protrasse fino ai primi giorni del luglio successivo.

In questa stagione il calcio assunse le dimensioni di un fenomeno economico imponente per vari aspetti che gravitavano attorno ad esso, con il verticale incremento delle entrate del concorso di pronostici ideato dalla SISAL e poi ridenominato Totocalcio.

 

Foto: immagine di una partita del Torino campione d'Italia

 

Il campionato fu vinto, o meglio stravinto dal Torino, al suo quinto titolo, il quarto consecutivo (se non si considera il periodo di pausa dovuto al secondo conflitto mondiale). Il distacco dalle seconde, il Milan, la Juventus e la sorprendente Triestina fu di sedici lunghezze: un record che resterà imbattuto per molti anni.

 

1955-1956.

L'Inter, passata in estate nelle mani dell'imprenditore petrolifero Angelo Moratti, dominò inizialmente la scena: i nerazzurri vinsero 5 volte nelle prime 6 giornate, ritrovandosi al comando il 23 ottobre 1955.

Le sconfitte contro Sampdoria e Lazio costarono il primato ai lombardi, subito sorpassati dalla Fiorentina. Nel volgere di poche settimane i viola accumularono un buon margine sul gruppo degli inseguitori; tra questi si distinse il neopromosso Lanerossi Vicenza.

Al giro di boa, il 29 gennaio 1956, i toscani vantavano 5 punti in più sui campioni uscenti del Milan.

 

Foto: la Fiorentina campione d'Italia per la prima volta

 

Il girone di ritorno, inizialmente funestato da una pesante ondata di freddo e neve, vide la decisione, da parte della FIGC, di far dirigere le gare più importanti da arbitri austriaci, per evitare polemiche.

Il vantaggio della Fiorentina sulle rivali fu però tale da non lasciar spazio a incontri decisivi, tanto che il 6 maggio la compagine gigliata vinse il suo primo scudetto con 5 turni di anticipo; l'unico passo falso fu all'ultima giornata, quando perse contro il Genoa: la precedente disfatta viola in campionato risaliva al 17 aprile 1955 contro l'Atalanta. I fiorentini chiusero il torneo con 12 punti di distacco sul Milan, succedendo loro nell'albo d'oro e nella qualificazione alla Coppa dei Campioni.

Questo distacco resterà il record dei campionati di Serie A a girone unico a diciotto squadre con i due punti a vittoria.



2006-2007.

I pronostici della vigilia consideravano Inter e Roma le maggiori favorite, con il Palermo possibile outsider: destò inoltre interesse il ritorno - dopo oltre un ventennio - del Catania, anche per il fatto che i rossoazzurri, dagli anni sessanta, non affrontavano nella massima serie italiana, nel erby di Sicilia, i rosanero; lo stesso successivamente fu anche per il Messina (che era stato ripescato l'anno prima).

Un primo scontro diretto si consumò già alla terza giornata, quando i nerazzurri vinsero in casa dei giallorossi con un gol di Crespo. Alla sosta di ottobre, la vetta fu tuttavia appannaggio dei palermitani: allenati da Guidolin, i rosanero si tolsero anche la soddisfazione di battere il Milan (mai sconfitto finora a San Siro dai siciliani) e confermarsi al vertice.

Il Diavolo, sulla cui classifica pesò l'handicap iniziale (che a fine ottobre venne ridotto per tutte le compagini coinvolte), perse anche nel derby e con l'Atalanta. Il mese di novembre vide comunque il rilancio definitivo dell'Inter, corroborato da una serie di vittorie consecutive: salita in testa all'undicesima giornata.

Il distacco finale sarà stratosferico: 22 punti.

 

Foto: Zlatan Ibrahimović, capocannoniere dell'Inter della stagione trionfale

 

Questa stagione resta così nella storia e nella memoria collettiva non solo per la morte del capo di polizia Filippo Raciti, seguita ai disordini tra le tifoserie di Catania e Palermo prima del derby, ma anche per quello che rimane ad oggi il distacco maggiore di una vincitrice sulla seconda nei gironi da venti squadre e i tre punti in palio a partita.