22 Ottobre 1950.

La più larga vittoria dell'Inter ai danni della Roma, tra le sfide disputate a San Siro, è l'umiliazione inflitta ai giallorossi il 22 Ottobre 1950. Una gara in cui la squadra capitolina è apparsa dal principio rassegnata, confusa e del tutto disarticolata, vede due grandi prestazioni da parte di Nyers, autore di una tripletta (ed a fine stagione vice-capocannoniere dietro Nordahl con 31 reti)) e di Wilkes, autore di una doppietta (ed a fine stagione quarto marcatore della Serie A con 23 reti).

 

Foto: alcune immagini significative della gara. 

 

La partita termina con un pirotecnico 6 a 0 ma c'è da dire che la differenza tra le due compagini è davvero elevata, ed a fine stagione sarà sottolineata dal secondo posto dell'Inter (ad una sola lunghezza dal Milan capolista) e la retrocessione della Roma (penultima in classifica ad una lunghezza dal Padova). Rileggiamo insieme l'esatta sequenza delle marcature:

1' Nyers, 9' Wilkes, 69' Nyers, 79' Nyers, 82' Wilkes, 86' Armano.



 

05 Gennaio 1997.

Quella rovesciata - che ancora oggi chiamarla “solo” così sembra riduttivo, capovolge l’inerzia di Inter-Roma. Non è raro incontrare tifosi che non ricordano che quell'Inter-Roma terminò 3 a 1 per i padroni di casa, ma è praticamente impossibile incontrare tifosi, dell'una o dell'altra squadra (e probabilmente qualsiasi amante del calcio) che non conservi memoria della rovesciata dell'ex campione del Mondo francese Youri Djorkaeff. Racconta oggi l’ex nerazzurro: “Quel giorno avevo addosso così tanta fiducia che mi sembrò naturale andare fin lassù per provarci. E se ci ripenso oggi, come prima cosa rivedo San Siro e poi mi risento addosso quella pazzesca sensazione di libertà che mi avevano dato i compagni, il club, i tifosi”.

 

Video: il “capolavoro” di Youri Djorkaeff.

 

 

Qualche mese dopo, quasi con pudore, Massimo Moratti chiese a Djorkaeff di stampare la foto di quella rovesciata sulle tessere degli abbonamenti stagionali: “E io l’ho portata in tasca per anni, la usavo come passaporto... In verità il presidente avrebbe voluto farne una statua da mettere fuori San Siro, ma lo stadio non è di proprietà dell’Inter e non si poteva. Cosa potevo dirgli? Mi venne solo: ‘Pres, sono onorato’. Non immaginavo che più di vent’anni dopo, incontrando tifosi nerazzurri e anche no, mi sarei sentito ancora chiedere di quel gesto. Ma sapevo già che quel gol in realtà non era mio, ma di tutti gli interisti. Per questo ho sempre detto che è un po’ il simbolo dell’Inter: istinto e coraggio”.



 

26 Ottobre 2005.

Quando si pensa alla sfida tra Roma e Inter la memoria va a ripescare la prodezza che Francesco Totti segnò a San Siro il 26 ottobre del 2005. Il capitano della Roma beffò Julio Cesar con un gol che da lì in poi venne ribattezzato “cucchiaio” per il movimento che faceva il piede al momento del tiro. Sulla panchina dell'Inter allora c'era l'attuale allenatore della nazionale, Roberto Mancini, che non poté far a meno, da avversario, di applaudire.

 

Video: il “capolavoro” di Francesco Totti. 

 

 

 

Speranza.

Domenica va in scena una partita dai mille risvolti. La voglia di riscatto di entrambe le squadre, che vogliono a tutti i costi confermare il piazzamento Champions della scorsa stagione, è altissima. D un lato l'Inter, degli ex Spalletti e Nainggolan, cercherà di dare continuità alla vittoria di Frosinone ed al reintegro di Icardi nello spogliatoio (seppure è in dubbio con Lautaro Martinez per una maglia da titolare). Dall’altro lato una Roma , degli ex Ranieri e Zaniolo, che sta cercando la condizione migliore, dopo le buone vittorie di Genova e scontro l'ostica Udinese in casa, cerca conferme importanti, e soprattutto il ritorno definitivo del miglior Dzeko, già circondato da forti voci di mercato che lo vorrebbero all'Inter, al posto di Icardi, nella prossima stagione.

 

Foto: Dzeko ed Icardi. 

 

Molto interessante la sfida tecnica tra i due allenatori: i tatticismi Spallettiani sapranno far da ariete contro il solidissimo gioco di Ranieri, esperto nel fare di necessità virtù in ogni situazione? In una parola, si spera nello spettacolo.